OVENTIC: a volte ritorno, in maniera sempre diversa

20ZLN è tornato in terra autonoma e ribelle. Per alcuni di noi è stata la prima esperienza all’interno di una delle realtà zapatiste.

Appena arrivati ad Oventic, a meno di cento chilometri da San Cristobal de las Casas, la prima cosa che vediamo è il cartello all’entrata della comunità che recita ”Para todos todo. Nada para nosotros”. Le prime persone che ci vengono incontro sono membri della comissione di vigilanza. Nonostante avessimo già visto molte volte l’immagine di quei volti coperti dai passamontagna, incontrare i loro sguardi in quel luogo ci destabilizza. Una breve attesa e ci vengono aperti i cancelli del caracol di Oventic.

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Piante chiare come il cuore dell’abocado, alberi scuri come la sua buccia

La nostra meta si trova a quota 2800 slm, eppure solo quando siamo a un passo da San Andrés il paesaggio intorno si fa “montano”. Lo sguardo europeo si fonda su regole da sussidiario: condomini e industrie in città, paesi e agricoltura in campagna, borghi e latifoglie in collina, baite e conifere in montagna. Al di sopra della linea dei 1800 la vegetazione alpina si fa naniforme. La latitudine equatoriale sovverte ogni nostra facile convenzione: qui crescono alberi dove da noi resistono solo i licheni e resistono uomini dove da noi crescono solo impianti di risalita.

La strada per Oventic sale tortuosa in questo territorio cangiante: lembi di prato muschiato e lingue di mais interrompono la linea fitta di piante chiare come il cuore dell’abocado e alberi scuri come la sua buccia. Il Caracol numero due fa di nome Oventic e ha per sottotitolo Corazon centrico de los zapatistas delante del mundo. 20131219_105125

Il cancello d’ingresso, pittato di rosso e nero, appare sul ciglio della strada annunciato da un paio di cartelli in stile “benvenuti in territorio zapatista e non dimenticate che qui il popolo governa in autonomia”. Continue reading Piante chiare come il cuore dell’abocado, alberi scuri come la sua buccia