Quanto pesa il primo di gennaio?

Si puo’ raccontare la fine di un anno con l’inizio del nuovo? E un 31 dicembre a partire dal primo di gennaio? Si puo’ riaprire gli occhi mentre il nostro mondo si attarda nei saluti prima di lasciarsi alle spalle qualcosa? Si se puede!

Alle 5 in punto l’eco di una voce maschile risuona ripetutamente negli altoparlanti. Contro ogni previsione, avvolto nel sacco a pelo, ho tenuto la posizione per tutta la (breve) notte in elegante stile mummia. In un tempo infinitesimale annodo le mie chincaglierie ai fili dell’amaca, scavalco un paio di ultracorpi avvolti nei loro sudari e acchiappo alla tienda del Caracol una taffa di cafesito fumante prima di salire il sentiero fangoso che porta al campo da basket.

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Sei compas attraversano il perimetro del campo a passo militare, in mano la bandiera tricolorata messicana e quella nera a scritte rosse dell’EZ.
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Un paio di cose da dire a voi

Ad un passo dalla chiusura dell’anno sono appena tornato pure io dall’escuelita. Tra arrivi e partenze per la terza sessione (2/6 gennaio) la casa è un caravanserraglio di sguardi, zaini, dentifricio, gamelle fumanti e padelle incrostate. Inoltre internet non funziona e forse, per un paio di giorni, possiamo pure rilassare il tempo di battuta sulla tastiera.
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La prima cosa che volevo dirvi è che io la mia escuelita non ve la racconto mica. Non qui almeno.

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Quando i morti tacciono a voce alta (Rewind 1)

 (Nel quale si riflette sulle/sugli assenti, le biografie, narra il primo incontro di Durito col Gatto-Cane, e parla di altri temi che non fanno al caso, o cosa, come detterà il post scriptum impertinente)
Novembre-Dicembre 2013
A me pare che abbiamo fatto molta confusione sulla questione della Vita e della
Morte. Mi sembra che quella che chiamano la mia ombra qui sulla terra, sia la mia
autentica sostanza. Mi pare che, guardando le cose spirituali, siamo
come ostriche che osservano il sole attraverso l’acqua e pensano che
l’acqua torbida sia la più fine delle atmosfere. Mi sembra che il mio corpo
non sia altro che le azioni del mio essere migliore. Di fatto, che si prenda il mio corpo
chiunque voglia, che se lo prenda, dico: non sono io.
Herman Melville “Moby Dick”.
Da molto tempo sostengo che la maggioranza delle biografie non sono altro che una menzogna documentata, e a volte, non sempre, ben scritta. Il biografo medio ha una convinzione previa ed il margine di tolleranza è molto ridotto, se non inesistente. Con questa convinzione comincia a frugare nel puzzle di una vita che gli è estranea (per questo il suo interesse nel fare la biografia), e raccoglie i pezzi falsi che gli permettano di documentare la propria convinzione, non la vita recensita.

Secondo racconto dall’escuelita zapatista: La Realidad/Casita – l’evoluzione

“Es territorio zapatista, es Chiapas, es México, es Latinoamérica, es la Tierra. Y es diciembre del 2013, hace frío como hace 20 años, y, como entonces, hoy una bandera nos cobija: la de la rebeldía.” (Subcomandante Insurgente Marcos – Rebobinar 1 – 28 dicembre 2013)

Fa freddo, cioe’ no ma qui dicono di si. Continuano a dirmelo dal mio “votan” al padre della famiglia dove vivo, e gli altri membri della comunita’. Lo dicono loro, lo scrive il Sup Marcos nell’ultimo comunicato. Significa che fa freddo veramente. Diciamo che il freddo proprio tra La Realidad e Casita non l’ho sofferto. Ho il sacco a pelo estivo, verso le 4/5 del mattino mi sono messo dentro oggettivamente, ma insomma il freddo io penso sia altra cosa. Ma qui per loro fa freddo e sicuramente c’e’ tanto tanto fango.

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Dichiarazione di guerra

Los de Abajo
Gloria Muñoz Ramírez
Tutto è cominciato con una dichiarazione di guerra. L’ultima opzione, dissero, ma una guerra. Molti allora dissero che tutto fu simbolico, che le armi non importavano, che non si trattava di un esercito regolare, bensì di un gruppo di pezzenti con fucili di legno. Ma ci fu e c’è una guerra. Si presero allora sette città, si aprirono le porte delle prigioni stracolme di indigeni innocenti, si distrussero i palazzi municipali, simboli del potere e dell’ignominia; si recuperarono terre, proprietà e bestiame in possesso di proprietari terrieri e cacicchi; si disarmarono poliziotti e guardias blancas; si fece un prigioniero di guerra.