Intervista a John Gibler sul caso Ayotzinapa

Abbiamo intervistato John Gibler, giornalista indipendente e autore di diversi liberi,  sul caso Ayotzinapa. Ecco a voi il risultato della nostra chiacchierata.

Come si colloca il caso di Ayotzinapa nella storia del Messico?

Il caso di Ayotzinapa è sicuramente da inserire nel percorso della supposta lotta al narcotraffico. Dovremmo prima di tutto interrogarci sul significato di questo termine.Nel 2006 il presidente Felipe Calderon diede inizio a questa guerra, nei 6 anni della sua presidenza sono aumentati omicidi, sparizioni forzate, torture, sequestri, e violenze sociali.

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Per di più in questi 6 anni di supposta guerra al crimine organizzato è proprio il crimine organizzato a crescere e guadagnare spazio e potere.Dobbiamo chiederci quale sia il vero significato di questa guerra e che impatto ha avuto sulla società e sulla politica. Investigando sul caso di Ayotzinapa è la polizia municipale che realizza l’assalto ai normalisti. In una piccola città di 150.000 abitanti dove c’è una base dell’esercito, il battaglione 27 di fanteria, dove c’è una base della polizia federale e dove c’è anche una stazione della polizia statale, bene è la polizia municipale che attacca e dirige l’azione contro i pulmann degli studenti e di una squadra di calcio oltre che a vari taxi che si trovavano sulla strada al momento dell’attacco. Questo con l’esercito dietro l’angolo, a meno di due chilometri. Investigando abbiamo scoperto che era noto che la polizia municipale di Iguala aveva infiltrazioni del crimine organizzato.L’attacco di Iguala non è purtroppo un caso isolato, ne raro; in tutta la nazione ci sono desaparecidos, i numeri ufficiali dello stato parlano di 23000 desaparecidos, ho letto in un rapporto che nello stato di Coahuila in 4 anni ci sono stati 1800 desaparecidos e ora sappiamo che nella città di Iguala negli anni precedenti ci sono stati più di 380 casi di sparizioni forzate, la maggior parte ascrivibile alla polizia municipale, molti a causa dell’esercito. Immagina una città di 150000 abitanti dove 380 famiglie stanno cercando una figlia o un figlio .Il caso di Ayotizapa è un caso tristemente comune di una guerra supposta contro il narcotraffico un caso che per varie ragioni è riuscito a trasformarsi in caso mediatico e far esplodere la rabbia sociale che già bolliva in questi anni anche e soprattuto per i silenzi sui crimini di lesa umanità.Riassumendo il caso di Ayotzinapa è un caso esemplare della guerra al narcotraffico.Com’è possibile che possa succedere una cosa del genere contro Autobus, passeggeri di taxi, e taxi? E’ possibile solo perchè le forze che dovrebbero combattere il crimine sono quelle che lo alimentano e che la fortificano.

 

Secondo te perchè il caso di Ayotzinapa è riusciuto a irrompere nei media e nell’opinione pubblica Messicana?

Credo che i fattori sono differenti:uno ovviamente è la portata dell’attacco. E’ durato diverse ore 6 ragazzi uccisi di cui uno di una squadra di calcio, 1 in coma e 43 studenti spariti. Una delle vittime,Julio Cesar Mondragon,venne spogliato e il suo corpo abbandonato in un terreno incolto, accanendosi sul corpo tagliandogli il volto. Le foto furono pubblicate dopo poco dalla stampa trasformandosi così in uno strumento di terrore. Da un lato abbiamo questa brutalità, dall’altro abbiamo le vittime che soffrirono tanta brutalità. L’attacco fu della polizia, quindi dello stato, per di più non si trattava di poliziotti isolati ma di tutto il corpo della polizia della città di Iguala. 15 pattuglie hanno agito quella sera e l’esercito non è ha aiutato gli studenti. L’esercito è andato all’ospedale per prelevare chi era andato la a farsi medicare, ma non sono andati alla ricerca dei 43 studenti caricati sui mezzi della polizia e poi scomparsi. La polizia ha effettuato l’attacco e l’esercito,la maggior forza nazionale nella lotta al narcotraffico,è rimasto a guardare. Le vittime di tanta violenza sono stati gli studenti di una scuola normale rurale con una tradizione di lotta, con una tradizione di sinistra, con ex alunni molto famosi come Lucio Cabana e Vasquez. Ma non solo è stata anche attaccata brutalmente una squadra di giovani calciatori tra i 14 e 17 anni, stavano tornando a casa da una partita e durante il viaggio in autobus sono stati fermati e attaccati, la polizia ha ucciso l’autista e un giovane giocatore ,un dirigente è rimasto ferito, lo stesso dirigente mi ha detto che ha sentito gli assalitori dire, dopo l’ennesima raffica di colpi, ”abbiamo fatto una cazzata comandante sono calciatori”.

Mentre si ritirarono spararono contro altri veicoli ed ammazzano una passeggera di un taxi collettivo. Mettiamola così, i soggetti esecutori dell’attacco ovvero la polizia, l’inattività delle maggiori forze dello stato, polizia federale ed esercito, che non si attivano nelle ricerche dei ragazzi scomparsi ne intervengono per provare a bloccare l’attacco sommato all’identità combattiva degli studenti colpiti sono i fattori che hanno fatto esplodere il caso, assieme ad un terzo fattore importante: la reazione dello stato. La dichiarazione del presidente dello stato del Guerrero fu che non c’erano studenti spariti ma che semplicemente si erano nascosti, mentre il governo federale decise di non occuparsene, tanto che il presidente Pena Nieto rinunciò ad un impegno precedentemente fissato nel Guerrero e non ci andò. In Francia dopo l’attacco a Charlie ,dopo un’ora erano presenti le massime autorità dello stato sul luogo dela strage anche per dare prova di reazione. A Iguala ad oggi non si è visto nessun rappresentate dello Stato Messicano.

Fino ad oggi lo stato si è preoccupato di minimizzare,di coprire i fatti e questo ha provocato rabbia e disgusto sociale profondo. Possiamo dire che le operazioni di minimizzazione del caso, di copertura dei responsabili e quindi il conseguente insulto alle vittime è il terzo fattore.

Il quarto fattore è sicuramente l’incredibile forza dei genitori nelle operazioni di ricerca dei propri figli, assieme al lavoro dei sopravvissuti di quella notte e in generale degli studenti della scuola. La perseveranza nella ricerca in vita dei 43 studenti ha commosso profondamente l’opionione pubblica. Quindi la combinazione di questi fattori, assieme ad altri probabilmente, ha portato alla ribalta questo fatto.

 

Cosa significa secondo te l’abbandono di Karam al ruolo di capo della Procura Generale della Repubblica?E che lavoro ha fatto la PGR?

 

Io credo che la posizione della PGR sia schizofrenica perchè da una parte dice sappiamo quello che è successo e i 43 sono morti però dall’altra parte dice “le indagini sono ancora aperte”. Sappiamo cos’è succeso, sappiamo la verità “storica”, sappiamo tutto: Sono stati bruciati da un gruppo paramilitare, ma ci sono alcune evidenze che fanno tenere aperto il caso, questa è schizofrenia. La versione della PGR è completamente assurda presentano la loro cosiddetta verità storica ma non presentano nessuna prova scientifica, nessuna analisi, nessun studio forense dicono semplicemente che gli studenti furono portati in un campo fuori città e la seppelliti e bruciati. Le analisi dimostrarono che non ci sono certezze che si tratta degli studenti della normale, ma nella relazioni ufficiali si dimenticano di dirlo. Non c’è stata nessuna prova balistica ne scientifica, hanno le confessioni di tre presunti autori dell’attacco. Tutta la versione è assurda e ridicola. Credo l’obiettivo dello stato fosse quello di sostenere il mito della guerra contro la droga. Adesso che c’è l’evidenza che l’attacco è opera della polizia il mito cade a pezzi. La polizia presenta questi quattro tipi che dicono senza difendersi “li abbiamo uccisi e bruciati”. Lo stato dice abbiamo arrestato gli autori dell’agguato. Il tentativo è dividere polizia e crimine organizzato, mentre la polizia è il crimine organizzato, attraverso le loro uniformi e pattuglie controllano gli omicidi e le sparizioni forzate e usano le armi in dotazione. Le indagini del gruppo argentino fanno a pezzi la versione della PGR.L’uscita di Karam è un esempio grossolano di come funziona la mafia del potere nella politica. La PGR stava guidando l’occultamento della sparizione dei 43. Sia perchè era chiaro che non si stavano cercando i 43 sia perchè si stava procedendo a un percorso di occultamento della verità. La sparizione forzata è un crimine di lesa umanità, tanto che le questioni dei “desaparecidos” hanno corti e tribunali internazionali. Toglierlo dalla pressione mediatica è stato un premio per essere stato l’architetto dell’occultamento, e adesso lo mettono in un luogo amministrativo dove non ha meno visibilità. Contemporaneamente è un castigo perchè Kamal non è riuscito a svolgere un lavoro d’occultamento della verità più convincente e vincente per lo stato.