Comandanta Ramona

Era il 6 gennaio di 8 anni fa. Era l’anno dell’ “Altra Campagna” e del Delegato Zero a.k.a. Subcomandante Marcos in giro per il Messico con la moto, era l’anno delle elezioni che avrebbero decretato come presidente messicano Calderon, presidente eletto con broglio palese nei confronti del candidato del PRD Andre Manuel Lopez Obrador, era l’anno della mattanza e atto repressivo di Atenco del 4 e 5 maggio.

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Sara’ l’anno di tante cose, per molti in Italia sara’ solo l’anno della vittoria del mondiale di calcio per la nazionale Italiana,  ma 8 anni, il 6 gennaio del 2006 e’ l’anno in cui il SupMarcos e’ stato obbligato a dire queste parole : ”Les quiero pedir respetuosamente de favor que no me interrumpan hasta que termine. Esta cosa que estamos haciendo de la otra campaña es para que se escuche la voz de todos. Por eso es importante que todos tengamos paciencia y escuchemos la voz de todos. En mi trabajo como vocero del EZLN hay momentos muy duros, como esto que les voy a decir ahorita. Me acaban de avisar que la compañera comandanta Ramona murió hoy en la mañana. Lo que sabemos es lo que todos saben. La comandanta Ramona le arrancó 10 años a la muerte. Gracias al apoyo de gente como ustedes pudimos operarla y tener un trasplante de riñón. Hoy en la mañana empezó con vómito y con sangre y diarrea, y cuando iba para San Cristóbal de las Casas murió en el camino. En este caso es muy difícil hablar, pero lo que puedo decir es que el mundo perdió una de esas mujeres que paren nuevos mundos. México perdió una de esas luchadoras que le hacen falta. Y pues a nosotros nos arrancaron un pedazo del corazón. Dentro de unos minutos se va a cerrar el caracol de Oventic, y vamos a doler la muerte de esta compañera en privado. Esperamos que los medios de comunicación respeten esto y no conviertan su muerte en un evento mediático.”

Credo non ci sia bisogno di tradurre, si capisce anche in italiano.
La comandanta Ramona muore cosi’, dopo aver lottato 10 anni contro un tumore, muore fisicamente ma lascia un’eredita’ viva e forte anche oggi.

Partiamo dal termine comandanta, non e’ un errore grammaticale e’ una modificazione della lingua che Ramona ha voluto fortemente per rompere le barriere lessicali e ideologiche che volevano, e vogliono, che le cariche di un esercito (e molte altre parole) esitano solo con genere maschile.
La piccola ma grande donna che volle La Legge Rivoluzionaria delle Donne Indigene e negli anni di preparazione al levantamiento del 1 gennaio del 1994 riusci’ a farla diventare uno dei punti focali della lotta dell’EZLN, soprattutto riusci’ a far si che non fosse vissuta come un dato di fatto ma come un obiettivo da raggiungere con il proseguo della lotta, cioe’ non parole vuote ma fatti concreti da raggiungere con i tempi necessari.

Il Sup Marcos nel 1996 la defini’ “l’arma piu’ belligerante ed intransigente dello zapatismo”. La comandata che fu la prima tra tutti gli zapatisti ad andare a Citta’ del Messico, per partecipare alla fondazione della Convention National Indigena, e parlare da un palco con tutta la sua forza degna di indigena rivoluzionaria.

In un freddo mattino di fine gennaio del 1994 nella prima intervista concessa dalla comandancia ai giornalisti dopo l’inizio della guerra Ramona era l’unica donna presente e in un fiero Tzotzil disse “Porque las mujeres también están viviendo en una situación más difícil, porque somos las más explotadas, oprimidas fuertemente todavía. ¿Por qué? Porque las mujeres desde hace tantos años, desde hace 500 años, no tienen sus derechos de hablar, de participar en una asamblea.No tienen derecho de tener educación ni hablar ante el público ni tener algún cargo en su pueblo. No. Las mujeres totalmente están oprimida y explotada”.

La storia con la s maiuscola cosi’ come gli insegnamenti non vengono quasi mai fatti da chi siede in alto o da una cattedra, vengono fatti dalla pratica giornaliera, dal coraggio, dalla voglia di mettersi in gioco, dalla forza e dalla dignita’ di chi dal basso della sua posizione sociale o dal basso della sua statura fisica rompe le barriere della consuetudine e dell’ordine imposto dai paradigmi dominanti. La comandanta Ramona era piccola  di statura, era indigena tzotzil dello stato piu’ povero del Messico,  ma e’ uno di quelle persone che ha fatto la storia e ha insegnato tanto.

Forse e’ solo un gioco del destino che sia morta il 6 gennaio e cosi’ ogni anno pochi giorni dopo la festa per un altro anno di resistenza gli zapatisti, e nel piccolo gli aderenti alla sesta internazionale e nazionale, devono ricordare questa enorme donna nell’unico modo possibile ovvero continuando a lottare e continuando ad avanzare interrogandosi su quanto e’ stato fatto dallo zapatismo e dall’EZLN prendedosi carico anche delle consegne e delle responsabilita’ che la Comandanta lascia.