Piante chiare come il cuore dell’abocado, alberi scuri come la sua buccia

La nostra meta si trova a quota 2800 slm, eppure solo quando siamo a un passo da San Andrés il paesaggio intorno si fa “montano”. Lo sguardo europeo si fonda su regole da sussidiario: condomini e industrie in città, paesi e agricoltura in campagna, borghi e latifoglie in collina, baite e conifere in montagna. Al di sopra della linea dei 1800 la vegetazione alpina si fa naniforme. La latitudine equatoriale sovverte ogni nostra facile convenzione: qui crescono alberi dove da noi resistono solo i licheni e resistono uomini dove da noi crescono solo impianti di risalita.

La strada per Oventic sale tortuosa in questo territorio cangiante: lembi di prato muschiato e lingue di mais interrompono la linea fitta di piante chiare come il cuore dell’abocado e alberi scuri come la sua buccia. Il Caracol numero due fa di nome Oventic e ha per sottotitolo Corazon centrico de los zapatistas delante del mundo. 20131219_105125

Il cancello d’ingresso, pittato di rosso e nero, appare sul ciglio della strada annunciato da un paio di cartelli in stile “benvenuti in territorio zapatista e non dimenticate che qui il popolo governa in autonomia”. Continue reading Piante chiare come il cuore dell’abocado, alberi scuri come la sua buccia

Oventic….dove il tempo si ferma

Volere tutto e subito non va bene quando si tratta con lo Zapatismo. Non solo non va bene ma fa anche un po’ male. La cosa incredibile per una persona come me che vive tutto con una velocita’ e una fretta spesso esagerata e’ che da quando arrivo al cancello di Oventic mi fermo. E come se il tempo si fermasse e con lui i miei ritmi. Questa magia finisce non appena mi metto ad aspettare il combi o il mezzo di fortuna che mi riportera’ a San Cristobal. Ed e’ proprio in quel momento che le due velocita’ cozzano, si scontrano e mi fanno pensare. Anche oggi e’ andata cosi’, anche dopo tanto tempo.

Ci svegliamo presto. Abo mi guarda stranito quando suona la sveglia, poi sorride.

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Ocote is the new diavolina

“Nelson Mandela Muriò? Verdad?”. Il bello quando si sosta in una casa collettiva è riscoprire, nell’andirivieni di umanità e lingue, che non ci sono fatti scontati. Pure le notizie maiuscole, magari per la fretta di fare il giro del mondo, possono perdersi per strada qualche angolo stropicciato di terra. Le comunità arrampicate sugli altos offrono spazio a queste ed altre falle informative. Però, appena prima di questo scambio di aggiornamenti in sala da pranzo (e della mia successiva deriva mentale sugli spazi impermeabili alla notizia) siamo usciti a buscar legna nel periferico.
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20zln iniziamo….

Il tempo del viaggio e’ finito. Inizia la missione. Dormiamo molto e ci svegliamo alle 09.00. Un po’ di sbattimenti per cambiare dei soldi, una volta era piu’ facile ed era difficile pagare con la carta di credito , poi andiamo al Centro di Diritti Umani Fray Bartolome’ De Las Casas ( http://www.frayba.org.mx/ ) uno di quei posti che da diverse decine di anni lavora costantemente al fianco delle comunita’ indigene zapatiste (e non solo ma di tutte le comunita’) e che da diverse decine di anni lavora senza i favori del riconoscimento pubblico).IMG_1098[1]


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San Cristobal de Las Casas: 5 anni dopo

Chissa’ com’era San Cristobal il 17 dicembre del 1993. Chissa’ quanti turisti erano qui 20 anni fa, chissa’ se c’erano internet point, cinema e tiende a go go com’e’ oggi.

Chissa’ come le comunita Zapatiste si stavano preparando all’insurrezioni. Chissa’ se litigavano per definire le ultime tattitche, e se litigavano come litigavano visto che gli indigeni non alzano mai la voce? Il sub Marcos ed il sub Pedro come cosa pensavano? Continue reading San Cristobal de Las Casas: 5 anni dopo