Pronti, partenza anticipata e via: escuelita

Dopo tanti anni torno studente. Sono uno dei 4500 studenti della scuola zapatista. Dire che sono emozionato e dire poco, dopo tanti anni succede ancora cosi’.

Andiamo al CIDECI presto convinti di essere in netto anticipo per l’apertura delle inscrizioni definitive al secondo turno del primo livello della scuola zapatista.
Non ci sbagliamo. Aspettiamo un oretta circa prima di essere ricevuti con il numero 21 e 22 tra gli inscritti internazionali. Da subito capiamo che si parte prima del previsto, gia’ domani, cioe’ non il 25 ma il 24. Il natale sara’ fatto nella nostra famiglia.

L’ansia e’ tanta. Le possibilita’ sono 5 come 5 sono i Caracoles. Ho il mio ordine di preferenza. Ovviamente non lo diro’ mai qual’e’ pero’ e’ normale che dopo un po’ di viaggi tra le/i compas e i Caracoles uno ne possa preferire uno.

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Minuzie sulla via per Acteal

Dalla posada partiamo in nove: un’argentina, una catalana, due messicani, una greca e tre italiani. Alle 6.12 siamo fuori casa e, passato il sonnolento mercato della frutta dei fiori e delle candele, raggiungiamo “en un ratito” la stazione dei taxi. Ad Acteal, senza un mezzo proprio, si arriva solo così: 50 pesos a testa e un’ora e mezzo abbondante di viaggio. Quattro nel primo taxi, quattro nel secondo..diciamo che mi offro per il viaggio in solitaria nel terzo.20131222_071015

Tempo mezz’ora e il sole sale, improvviso e inaspettato, da dietro la cresta delle montagne. In rapida sequenza accende i colori, aggredisce la coltre di foschia e attacca a scaldare dai vetri dell’auto. Affianco a me siede una donna con la sua bimba, fuori corrono spuntoni di roccia chiara che al passaggio del taxi vengono avvolti dentro riccioli di polvere rossa. Continue reading Minuzie sulla via per Acteal

Subcomandante Marcos: Rewind 2

REWIND 2:

Dicembre 2013
“Uno sa di essere morto quando le
cose che lo circondano hanno smesso di
morire.”
Elías Contreras
Professione: Commissione di Investigazione dell’EZLN
Stato Civile: Defunto.
Età: 521 anni e più.
descargaÈ l’alba, e se me lo domandassero, ma non l’hanno fatto, direi che il problema con i morti sono i vivi.
Perché poi generalmente si scatena la disputa assurda, oziosa e indignante sulla loro assenza.
Quel “io li ho conosciuti-visti-mi hanno detto” è soltanto l’alibi per nascondere il “io sono l’amministratore di quella vita perché amministro la sua morte”.
Qualcosa come il “copyright”della morte, convertita dunque in mercanzia che si possiede, si scambia, circola e viene consumata. Per questo esistono perfino istituzioni: libri storiografici, biografie, musei, effemeridi, tesi, giornali, riviste e dibattiti.

Acteal 16 anni di ferite ancora aperte

16 anni fa a quest’ora qualcuno si stava preparando a fare una mattanza.

E’ la sera del 22 dicembre del 1997, nella comunita’ indigena tzotziles di Acteal, Los Altos Chiapas, si stanno preparando al Natale.
Acteal fa parte del gruppo indigeno Las Abejas. Cristiani pacifisti per la pace e la giustizia sociale contro il neoliberismo. I Las Abejas nascono nel 1992 e dopo l’inizio della lotta zapatista solidarizzano con i principi dell’EZLN e hanno fatto e fanno tutt’ora percorsi comuni ma in autonomia.

La comunita’ di Acteal e’ riunita in preghiera nella piccola chiesa posta ai margini. Arriva un consistente gruppo di paramilitari che inizia a sparare. Gli indigeni scappano. 45 vengono raggiunti e uccisi. Alcune donne sono incinta. Gli assassini aprono loro la pancia con il machete per tirare fuori il feto.

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Un anno fa la fine del mondo comincio’ in silenzio

Secondo l’interpretazione di un’antica profezia Maya il mondo, per come lo abbiamo conosciuto, sarebbe dovuto terminare il 21 dicembre 2012. Tanti libri venduti, serivizi newage di fine telegiornale ma ancora una volta niente apocalisse.

Secondo lo sguardo di un autotrasportatore di Ocosingo la mattina del 21 dicembre 2012, quando dopo sette mesi di assenza, gli zapatisti tornarono a marciare. Continue reading Un anno fa la fine del mondo comincio’ in silenzio